MALEDETTI – AREA MUSIC: Merlin e Scrignoli in concerto venerdì 17 febbraio – Piccolo Teatro Radio Vicolo Comunale Meda (MI)

copertina-maledetti

Venerdì 17 febbraio al Piccolo Teatro Radio i due chitarristi rileggono il leggendario ‘International Popular Group’: un’operazione dissacrante che dalla musica di Demetrio Stratos e compagni si avventura tra improvvisazione e libertà creativa
Maledetti: la ‘reinvenzione’ degli Area di Merlin e Scrignoli a Meda!
Venerdì 17 febbraio 2017
ore 21.00
Piccolo Teatro Radio
Vicolo Comunale
Meda (MI)
 
MALEDETTI
La Musica Galattica degli Area
 
Enrico Merlin | Electric guitar, banjo
Valerio Scrignoli | Electric guitar
ingresso a offerta libera;
offerta minima consigliata 5 euro

Press Release

Due chitarre elettriche rileggono il leggendario ‘International Popular Group’: un’operazione dissacrante e audace che parte dalla musica di Demetrio Stratos e compagni per avventurarsi tra improvvisazione e libertà creativa. Presentazione in Fondazione MUDIMA a Milano il 2 marzo

Maledetti: la ‘reinvenzione’ degli Area di Enrico Merlin e Valerio Scrignoli

ENRICO MERLIN, VALERIO SCRIGNOLI
electric guitar duo
Maledetti
[Area Music]
8 tracce | 52:34
Musicamorfosi (distr. Egea)

«Un disco dedicato alla musica degli Area, probabilmente il gruppo più rivoluzionario e innovativo della storia della musica italiana, è divenuto l’occasione per noi di rapportarci a quelle sonorità con un approccio personale e dissacrante. La musica che ne nasce non è ripetizione pedissequa, ma tensione verso la contemporaneità e frutto di una visione alternativa». È una dichiarazione precisa, programmatica, quella di Enrico Merlin e Valerio Scrignoli: i due chitarristi elettrici – diversi per estrazione e orizzonti ma accomunati dalla libertà creativa e dalla voglia di esplorare ai confini tra i generi musicali – sono pronti ad uno dei lavori più ambiziosi delle rispettive carriere: Maledetti (Area Music), una rivisitazione – anzi una “reinvenzione” – originale, dissacrante, iconoclasta, di otto classici degli Area. Maledetti è prodotto da Musicamorfosi, l’attivissima associazione musicale del milanese diretta da Saul Beretta che da quasi venti anni organizza festival, produce musica e dischi senza confini fra i generi, puntando sempre verso progetti innovativi e di grande qualità culturale.

Evaporazione, La Mela di Odessa, Cometa Rossa, Hommage à Violette Nozières, L’Elefante Bianco, Luglio, agosto, settembre (nero), Vodka Cola e Il Bandito del deserto: questi i pezzi degli Area che i chitarristi hanno scelto di interpretare, ovviamente alla luce della propria personalità e assecondando le scintille nate all’impronta in sala di registrazione. Non un disco di tributo, men che meno una sequenza di cover, ma uno spunto, uno stimolo, un trampolino di lancio per avventurarsi tra le possibilità improvvisative ed espressive offerte dalla musica degli Area. Non è un caso che le due chitarre si addentrino in brani così caratterizzati dalla voce di Demetrio Stratos oppure in pezzi del 1978, nei quali la riconoscibilissima chitarra di Paolo Tofani era assente; inoltre Merlin e Scrignoli lavorano anche su connessioni e soluzioni sorprendenti, tirando fuori citazioni e rimandi che vanno dal tema di James Bond a Joe Zawinul, passando per Miles Davis e King Crimson.

Dichiara Enrico Merlin: «Quando ci è stato proposto di affrontare il repertorio degli Area, ho pensato che fosse una follia. Musica in cui gli elementi improvvisativi erano generati o strettamente collegati a composizioni molto strutturate, complesse, ricchi di polimetrie e multiritmie. Ci abbiamo lavorato un po’ su e, come per gli altri repertori “sacri”, siamo riusciti (credo) a trovare una via alternativa all’interpretazione dei materiali, sui vari parametri musicali». Rilancia Valerio Scrignoli: «Noi Maledetti abbiamo preso dei frammenti tematici della musica degli Area e lì dentro ci siamo buttati. Lasciandoci andare a quello che ci passava per la testa; molto è improvvisazione e anche il disco è un “live in studio” registrato in sei ore, quasi tutto d’un fiato».

Enrico Merlin (1964) è una delle figure più poliedriche del panorama chitarristico internazionale. Strumentista, scrittore, divulgatore, docente e direttore artistico, è noto per lo spirito non convenzionale dei suoi progetti (dalle produzioni soliste a collettivi come Molester sMiles e Frank Sinapsi), dei suoi saggi (in particolare Miles Davis), dei suoi lavori per il teatro. Valerio Scrignoli (1960) è attivo dagli anni ’80: chitarrista di estrazione jazz ma partecipe e appassionato in progetti “di confine”, dagli anni ’90 è una personalità presente nei principali festival jazz italiani ed europei. Tra le sue collaborazioni, spiccano quelle con Giulio Martino, Carlo Nicita e soprattutto Giovanni Falzone, con il quale ha lavorato in Around Jimi, Led Zeppelin Suite, Requiem Around Requiem e Rossini Barbiere. Dopo alcuni concerti di anteprima e la presentazione al Piccolo Teatro Radio di Meda (MI) il 17 febbraio, Merlin e Scrignoli presenteranno ufficialmente Maledetti giovedì 2 marzo 2017 alle ore 18 in Fondazione Mudima: uno degli spazi culturali milanesi che fu più legato alla figura di Gianni Sassi, fondatore della Cramps che pubblicò tutta la musica degli Area. Sarà un incontro/conferenza, con la partecipazione di Saul Beretta e Donato Zoppo.

merlin-scrignoli_foto-cristina-crippa

Maledetti [Area Music]:

1. Evaporazione
2. La Mela di Odessa [1920]
3. Cometa Rossa
4. Hommage à Violette Nozières
5. L’Elefante Bianco
6. Luglio, agosto, settembre (nero)
7. Vodka Cola
8. Il Bandito del deserto
Enrico Merlin, Valerio Scrignoli: electric guitars
[playing through Fattoria Mendoza stomp boxes]

Valerio Scrignoli (Milano, 1960) inizia a suonare a 12 anni la chitarra, da autodidatta. Successivamente approfondisce gli studi di chitarra jazz con Gherardo Scarpellini e al CDM di Milano con Filippo Daccò (1986/1987). La sua carriera di musicista professionista inizia negli anni ’90; da allora  collabora con i più importanti musicisti italiani del panorama jazz e suona nei più importanti festival e jazz club italiani ed europei.

Nel 2011 Valerio fa parte del quartetto degli artisti/musicisti JAZZ PLATES che hanno disegnato i piatti in grès prodotti in tiratura limitata da Ceramiche Bucci: insieme a lui Giovanni Falzone (tromba), Paolino Dalla Porta (contrabbasso),  Manhu Roche (batteria). Duratura e significativa è la collaborazione con Falzone: con il quartetto Mosche Elettriche ha inciso nel 2010 il cd Around Jimi (progetto dedicato a Jimi Hendrix e Miles Davis) per l’etichetta CAM JAZZ; dal 2012 suona con la Contemporary Orchestra nei progetti Led Zeppelin suite (di cui esce il disco nel 2016 per Musicamorfosi, l’associazione del milanese con cui collabora dal 2005) e Requiem Around Requiem e Rossini Barbiere.

Ha un trio con Giulio Martino (sax) e Alfredo Laviano (percussioni e batteria) con cui ha inciso Changing Trane (Dodici Lune 2011); nel 2017 è prevista l’uscita del secondo cd, dedicato a Pannonica, la baronessa protettrice di molti musicisti jazz negli anni ’50. Collabora con il flautista Carlo Nicita con il quartetto Orange (con Tito Mangialajo e Matteo Rebulla) e con cui ha un duo di cui uscirà il cd nel 2017. Sempre nel 2017 uscirà il Cd del suo concerto in solo Jesus Christ Superstar per Musicamorfosi: in questo progetto dedicato al celebre musical, emerge prepotentemente l’anima rock di Scrignoli, considerato un chitarrista versatile capace di spaziare dalle sonorità rock a quelle jazz.

Dal 2016 suona con Enrico Merlin, storico della musica e saggista, ma soprattutto altro chitarrista “anomalo” nel panorama del jazz italiano, con cui stabilisce uno speciale rapporto sostenuto dalla conoscenza della musica rock e jazz, di cui entrambi sono accaniti ascoltatori e conoscitori. La collaborazione fra Merlin e Scrignoli sfocia nel progetto Maledetti, dedicato alla musica degli Area (e non solo), rivisitata per due chitarre elettriche.

Enrico Merlin (Milano, 1964) è musicista, compositore, storico della musica del ‘900. In veste di chitarrista e manipolatore sonoro ha partecipato a oltre 40 produzioni discografiche (ad es. con Steven Bernstein, Giorgio Gaslini, Michael Manring, Rova Saxophone Quartet, Markus Stockhausen) e a Festival nazionali ed esteri al fianco di nomi come Carla Bley, Mederic Collignon, Garrison Fewell, Paolo Fresu, Mark Harris, Lee Konitz, Maria Schneider, Giovanni Sollima, Elliott Sharp, John Surman, Steve Swallow, Henry Threadgill.

Nel 2015 e nel 2016 è stato eletto dai lettori di Jazzit tra i 10 migliori chitarristi dell’anno, ha portato il suo solo a Time in Jazz a Berchidda, dove ha condotto «Mediterraneo Digital Project», interagendo con Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Debora Petrina, Gavino Murgia e Alessio Bertallot. Tiene con regolarità seminari presso scuole di specializzazione musicale e conservatori nazionali. Nel 2014 entra a far parte del corpo docenti dei Seminari di Nuoro Jazz. Dal 2003 è direttore artistico di NonSoleJazz Festival, ora TrentinoInJazz.

Scrive musica per teatro e documentari, con Andrea Brunello promuove una forma innovativa di interazione tra musica e parola, definita «Jazz Teatrale»; nel 2013 con lo spettacolo Il Principio dell’Incertezza si è esibito per un mese al Fringe Festival di Edimburgo. È stato leader delle formazioni Tiger Dixie Band, Funky Football, Merlin UN-Covered Music Project (selezionato da JazzIt per rappresentare il nuovo Jazz italiano alla Webnotte di Repubblica TV/Radio Capital). Il suo album solista Unframed… Straight Ahead! è stato realizzato grazie al crowdfunding, Frank Sinapsi (ispirato a Frank Sinatra visto come un alieno) è in duo con Francesco Cusa, Social Music con il sestetto Molester sMiles (allegato come disco del bimestre a JazzIt). Nel febbraio del 2017 arriva su disco anche la sua recente collaborazione con Valerio Scrignoli: il duo Maledetti!, incentrato su una originale e “iconoclasta” rilettura degli Area.

Merlin è uno dei massimi esperti internazionali di Miles Davis, negli anni ’90 è stato nominato da Gordon Meltzer discografo ufficiale dell’artista, ha compilato il catalogo commentato delle sue opere edite ed inedite. Nel 1996 al convegno annuale dedicato a Miles (Washington University, St. Louis) ha presentato una teoria relativa all’uso di «frasi in codice» come sistema di conduzione non verbale (intervento adottato nel corso Music E-145, Electronic Music, History and Aesthetics of Popular Music Since the 1960s alla Harvard University Extension School). È stato ideatore e curatore delle mostre multimediali I Suoni di Miles Davis (Veneto Jazz Festival, 2006), Miles Davis, tra visibile e invisibile (Clusone Jazz, 2009) e Kind of Miles (Teatri di Reggio Emilia, 2011). Con Veniero Rizzardi ha pubblicato Bitches Brew. Genesi del capolavoro di Miles Davis (Il Saggiatore, 2009). Altro suo testo di riferimento è 1000 dischi per un secolo. 1900-2000 (Il Saggiatore, 2012).

Info:
Musicamorfosi:
Piccolo Teatro Radio:
Synpress44 ufficio stampa:
La Redazione
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