IAN CURTIS: ‘LOVE WILL TEAR US APART’ – 15 luglio 1956/18 maggio 1980

IanCurtisNew600

Lo scorso 15 luglio sarebbe stato il 60° compleanno del grande e compianto IAN CURTIS. Di certo come frontman dei JOY DIVISION, la sua vita e la sua carriera non sono state di lunga durata. Ma l’impatto dei testi e l’eredità che ci ha lasciato con le sue canzoni sarà ancora per moltissimo tempo nella nostra memoria.

Nato il 15 luglio del 1956, prima di perdere tragicamente la vita il 18 maggio del 1980, Ian Curtis ha avuto il tempo di scrivere delle canzoni che nel corso di questi anni ed ancora oggi continuano ad ispirare moltissimi artisti e band più di quanto lui avrebbe potuto immaginare.

La sua visione distopica di una società vicino alla decadenza attraverso tutti gli orrori che hanno caratterizzato il 20° secolo, si è incontrata e scontrata con i suoi demoni personali mentre cercava di trovare il suo posto e la giusta collocazione nel mondo, attraverso il suo modo di scrivere, sicuramente esistenzialista, e di certo come nessuno avesse mai fatto prima o fino a quel momento.

Prova reale, il loro brano più sconvolgente: “Love Will Tear Us Apart” che ancora oggi resta forse il pezzo più leggendario dei JOY DIVISION. Come ha dichiarato recentemente lo stesso Peter Hook (bassista e membro fondatore dei JOY DIVISION e dei NEW ORDER), il pezzo è una canzone molto pop e se vogliamo commerciale dal riff memorabile. Il testo invece molto scuro e decadente lo rende meno dolce e forse per questo nel tempo ha contribuito alla sua forza rispetto al classico brano pop da classifica. Le parole sono molto forti e stridenti in completo contrasto con la musica, una sorta di falso brano positivo che invece ti strappa il cuore e ti lacera.

Nel frattempo Peter Hook insieme con i Light porta in giro la musica dei JOY DIVISION con diverse date. Queste le più imminenti:

7/8/16 M25 Festival, Trent Park, London
19/8/16 Herrington Country Park, Sunderland

Ascoltiamo la sua versione del classico senza tempo dei Joy Division riproposta in concerto in una location molto suggestiva, la Cattedrale di Manchester:

 

Giuseppe Bellobuono

 

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