ALCEST: “SHELTER” …dal black metal degli esordi al dream-pop e shoegaze del 4°album per la band francese!

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Quarta uscita per la band francese degli Alcest fondati da Neige, chitarra e multistrumentista del gruppo,  e Winterhalter alla batteria. Album pubblicato alla fine di gennaio del 2014 e che si preannuncia, a giudicare dalle persone che ci hanno lavorato e alla elevata qualità dei brani che lo compongono, come una delle uscite candidate ad entrare di diritto nella top ten del 2014. Al primo ascolto vengono in mente subito i Sigur Ros e gli Slowdive solo per citare due dei gruppi (….e che gruppi…..), ai quali si sono ispirati gli Alcest per questo lavoro. Registrato in Islanda con lo stesso produttore dei Sigur Ros, Birgir J. Birgisson, e con special guest del calibro di Neil Halsted (Slowdive), e Billie Lindahl (Amiina, Promise), Shelter contiene 9 tracce che non passano inosservate e toccano l’anima e i sensi, travolgendo, con quell’alone di “tristezza romantica” che pervade tutto il disco, l’ascoltatore, che ne uscirà sicuramente sorpreso e catturato da questo turbine di emozioni che i brani provocano.

Shelter, come titolo dell’album, è molto esplicativo sul concetto stesso che volevano rendere gli Alcest: “rifugio”, inteso come un luogo, dove ognuno di noi può,  per un istante, raggiungere e trovare riparo dalla realtà, spesso negativa, che non lascia spazio ai sentimenti e alle emozioni e che non ci fa vivere con quello che veramente siamo, soli con noi stessi, fino ad ascoltare le cose più profonde della nostra coscienza. Come ha affermato lo stesso Neige, il suo rifugio è il mare e tutte le canzoni sono ispirate e dedicate ad esso.

Prima di passare a descrivere la track list di “Shelter” per chi non conoscesse ancora il gruppo in questione c’è da dire che si sono formati nel 2000 e prima di questa ultima uscita hanno prodotto 3 album e precisamente : “Le Secret”  del 2005; “Souvenirs d’un autre monde” del 2007 e “Les Voyages de l’Ame” del 2012 che è stato anche l’album con più vendite e riconoscimenti in tutto il mondo. L’album, come dicevamo,  si compone di 9 tracce, tra cui, 4 almeno di esse,  autentici capolavori : “Délivrance” con i suoi 10 minuti, tra un incedere sempre più maestoso (qui si sente tantissimo la mano del produttore dei Sigur Ros) e con 3 minuti, nella seconda parte del pezzo, con le chitarre in REVERSE MODE DELAY, da manuale; “Into the Waves” brano che dal primo ascolto ti prende con le sonorità a metà strada tra ASOBI SEKSU e BLONDE REDHEAD, nel modo di cantare e nel caratteristico suono distorto delle chitarre e con un riff che difficilmente si toglie dalla testa; “Away” che vede come special guest Neil Halstead (from Slowdive) ed è una specie di sogno che si avvera per gli Alcest: suonare con i fondatori di un genere come lo Shoegaze; non sono da meno anche “La Nuit Marche Avec Moi”, Voix Sereines” , “L’Eveil Des Muses” e in ultimo il singolo “Opale” che forse è il pezzo più normale di tutto l’album. Shelter è stato pubblicato in versione cd, vinile e box set che contiene oltre alla versione cd digipack e doppio vinile gatefold  anche un poster, un 45 giri “etched” cioè stampato solo da un lato, un libretto fotografico di 48 pagine, un bonus dvd con il video del singolo scelto per l’album: “Opale” , tutti i testi tradotti in inglese e per finire una cartolina autografata. Tutto stampato in “limited edition”  500 copie.

A tratti sembra di ascoltare i Sigur Ros, altre volte vengono in mente gli Slowdive con i feedback e per il suono caratteristico delle chitarre. Il rischio è quello di perdere di vista il gruppo che è poi l’autore di questo lavoro. Altro aspetto che potrebbe influire negativamente sull’ascoltatore è la eccessiva omogeneità dei suoni (ascoltato superficialmente si potrebbe avvertire un leggero senso di ripetitività). Ma sono dettagli e l’andare a cercare il pelo nell’uovo…..il disco è veramente ben fatto, suonato bene, e contiene brani che portano l’ascoltatore in un altro mondo….quello dell’anima!

Giuseppe Bellobuono

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